mercoledì 23 aprile 2008
Bimbi tolti a genitori
Se fanno qualcosa di penalmente perseguibile , allora ok .
Ma altrimenti i BAMBINI NON SI TOCCANO.
Bimbi tolti a genitori, incarico al grafologo Corriere della Sera
E VALE SOPRATTUTTO PER ASSISTENTI SOCIALI E GIUDICI.
mercoledì 19 marzo 2008
I dirigenti? Sono uomini e settantenni
Poi qualcuno che dopo i 65 anni abbia voglia di lavorare non ha tutte le rotelle a posto, se veramente ha lavorato e non ha scaldato una sedia.
Poi si fanno ancora i dirigenti in Italia ? Sembra proprio di no. Eppure è strano è l'unica categoria di lavoratori facilmente licenziabile.
I dirigenti? Sono uomini e settantenni Corriere della Sera
lunedì 28 gennaio 2008
giovedì 24 gennaio 2008
Non dimenticare il Mobbing
Credo che le pene per le aziende che praticano il mobbing debbano includere la gogna pubblica.
Colpire sull'immagine aziendale è la cosa che più fà male alle aziende e quindi si guarderebbero bene da
portare avanti azioni di mobbing che personalmente metto alla pari dei comportamenti dei pedofili.
Mobbing, quando il lavoro fa ammalare Corriere della Sera
mercoledì 23 gennaio 2008
Pessimismo globale
Ragion per cui per quanto posso cerco di creare una rete di sicurezza per me e per la mia famiglia.
Credo che la strada del lavoro indipendente sia quella preferibile: difficile ma preferibile.
Pessimismo Globale
mercoledì 12 dicembre 2007
Sette tesi contro l'uomo globale
La Globalizzazione non è un dogma
Sette tesi contro l'uomo globale. Corriere della Sera
venerdì 7 dicembre 2007
Un Paese che cresce, senza sviluppo
Se va bene non mette su muscoli, se va male diventa rachitico.
Un Paese che cresce, senza sviluppo. Corriere della Sera
venerdì 30 novembre 2007
Milioni di pc schiavi senza saperlo
I preservativi da usare sono : antivirus aggiornato, Firewall, e programmi di rimozione del malware.
Si trovano anche gratis.
Chiedete ai colleghi o agli amici.
L'Fbi: milioni di pc schiavi senza saperlo. Corriere della Sera
Identikit del «mobbizzato
Ecco l'identikit del «mobbizzato». Corriere della Sera
giovedì 29 novembre 2007
Il rispetto del cliente
Peccato che non hanno avuto mai rispetto per il cliente.
Non che aziende sue concorrenti siano meglio : me ne stò accorgendo adesso che ho cambiato operatore telefonico.
La mia battaglia per il Memotel. Corriere della Sera
In passato ho lavorato per un azienda che vendeva GPL: la fornitura diretta utente finale dopo la sottoscrizione di un preciso accordo di fornitura.
In questa azienda (ma anche in tutte le altre concorrenti) se variava il costo del gas, automaticamente si aumentavano i listini all'insù, mai ingiù.
Ma il bello è che nessuno formalizzava il tutto , si fatturava e basta.
A fronte di una mia richiesta di perchè non si operava in maniera un pò più corretta, la risposta era che a) non potevamo permetterci i costi di comunicare in tempo reale a 65.000 clienti; b) che si sarebbe aperto un contenzioso enorme, dato che ciò era causa di rescissione di contratto; c) che il primo a non essere corretto era lo Stato Italiano con un carico fiscale assurdo sui combustibili.
Non sono più nel mercato petrolifero da quasi 15 anni, sono curioso di sapere come è cambiato in tal senso, ma il caso Telecom sopra riportato non mi fà sperare bene.
mercoledì 28 novembre 2007
Donne ai vertici
Donne ai vertici (con due figli)Le nuove famiglie laboratorio . Corriere della Sera
Essere donna, mamma, moglie e lavorare (anche se da dirigente) è comunque duro.
martedì 27 novembre 2007
Fratellini scomparsi
Quando ci sono casi come questo, io sto male. Quando sento questo tipo di notizie spengo anche la radio o la televisione.
In casi come questo sento che queste persone hanno perso la capacità di proteggere la cosa più importante che hanno, senza capire che stanno mettendo in gioco la loro immortalità.
La cosa che mi ha lasciato stupito è quanto poco "scandalo" abbia provocato la notizia.
giovedì 22 novembre 2007
Perchè non tutti c'è la fanno
Perde posto di lavoro, si toglie la vita
L'unica cosa che posso dire in un caso del genere è che se l'amore per la sua famiglia e per suo figlio fossero stati più grandi dello scomforto, forse non avrebbe compiuto questo gesto.
Purtroppo quando la mente se ne và, non sempre l'aiuto basta.
martedì 20 novembre 2007
Il mercato e l'eguaglianza. Corriere della Sera
Il mercato e l'eguaglianza. Corriere della Sera
Vorrei solo rimarcare questi punti :
Una vera liberalizzazione del mercato del lavoro — con tutti i vantaggi che essa porta con sé in termini di mobilità sociale, pari opportunità e valorizzazione del merito — è dunque politicamente pensabile soltanto in un sistema capace di dare un sostegno forte ai più deboli.
Oggi probabilmente neppure questo basta più: occorre saper fare fronte a disuguaglianze molto più marcate di quelle tipiche della vecchia fabbrica fordista. Qui le nuove frontiere della «costruzione dell'uguaglianza» sono quelle del reddito garantito per tutti i cittadini fino a quindici anni e del potenziamento della scuola, per combattere la disparità delle dotazioni fin dal suo nascere; quella della contribuzione previdenziale a carico dell'erario per i «bassi servizi», i bad jobs; quella dell'esenzione fiscale totale per i redditi di lavoro bassi.
Il Microcredito - nuova opportunità anche per l'Italia ?
Senza arrivare a paragonare la situazione dei paesi in via di sviluppo a quella del Mezzogiorno d'Italia, non vi è ombra di dubbio che questa è una nuova ed importantissima opportunità per chi abbia piccoli, concreti e soprattutto sane progetti di sviluppo.
Gianluca Salvatori: Banking the unbanked
Prestiti online, arriva l'Ebay del credito. Corriere della Sera
Precario un lavoratore su dieci
Precario un lavoratore su dieci - Affaritaliani
Lavoro precario per 10 lavoratori su 100 - Il Sole 24 ORE
Riporto dall'articolo del Sole 24 ore :
Le scarse prospettive di carriera rappresentano il principale fattore di scoraggiamento sul fronte lavorativo: il 57%, infatti, dei lavoratori dipendenti lo segnala come prima criticità, ben superiore all'insoddisfazione per le scarse retribuzioni ritenute insufficienti o alla sempre maggiore precarietà del lavoro. Fa riflettere il dato che quasi il 20% degli occupati ritenga di svolgere mansioni che utilizzano solo parzialmente le loro competenze professionali.
Il mio commento :
Senza pensione, in attesa di sposarsi probabilmente e naturalmente "bamboccione" residente a casa dei genitori.
Dimenticavo da qaunti anni lo sono ?
Ma per chi votano questi italiani ? Sono molto curioso : sarebbe un partito con almeno il 5% !!!
lunedì 19 novembre 2007
Mobbing, ora in clinica c’è la lista d’attesa
L’indagine.: Negli ultimi sei anni oltre ventimila segnalazioni
Mobbing, ora in clinica c’è la lista d’attesa
Alla Luigi Devoto di Milano ormai bisogna aspettare almeno sei mesi per avere una diagnosi
Il giovane appena assunto isolato dai colleghi d’ufficio che neppure lo salutano e gli mettono i bastoni tra le ruote. Il manager 45enne messo in un angolo e criticato senza motivo dal capo in vista di una ristrutturazione aziendale. L’impiegata laureata che rientra dalla maternità senza trovare più scrivania né computer. Tutti in lista d’attesa per farsi diagnosticare il mobbing. Per avere un appuntamento alla clinica del lavoro di Milano Luigi Devoto, la prima nata in Italia e la più importante per numero di pazienti trattati, ormai bisogna aspettare almeno sei mesi. Chi prenota oggi, viene ricevuto a metà maggio. È il segnale più tangibile delmoltiplicarsi dei casi di soprusi in azienda. Un fenomeno confermato anche dalle statistiche: i lavoratori ricevuti ogni giorno per mobbing in via San Barnaba sono tre. A fine anno sarà superata quota 700 (in agosto e per Natale il centro è chiuso). I pazienti sottoposti ai test psichiatrici, con ricoveri in day hospital di due giorni, sono il doppio solo rispetto al 1999. E non finisce qui. L’esercito dei mobbizzati sta prendendo d’assalto anche le altre cliniche del lavoro, cresciute in tutt’Italia soprattutto a partire dagli inizi del Duemila. Quelle pubbliche, riunite da febbraio nel network per la prevenzione del disagio psico-sociale nei luoghi di lavoro, sono una ventina. Nel giro di sei anni hanno ricevuto oltre 20 mila denunce. Un numero che aumenta costantemente: all’ambulatorio per lo studio dei disturbi da disadattamento lavorativo dell’ospedale universitario di Pisa, per dire, dal 2002 a oggi i pazienti sono quadruplicati (da 50 a 200), due i mesi minimi di attesa per una visita. Ilmobbing è la punta dell’iceberg di un problema ancora più ampio. «Il 30% delle segnalazioni riguarda vessazioni e abusi—spiega Emanuela Fattorini, ricercatrice del Laboratorio di psicologia del lavoro dell’Ispesl (l’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro) —. Nell’altro 70% di casi si tratta di gravi forme di malessere causate da stress lavorativo: ritmi insostenibili per carenza di personale, precariato, competitività eccessiva. In 30 anni di attività non ho mai visto i dipendenti così in difficoltà».
L’identikit del mobbizzato Nata nel 1902 per studiare e curare soprattutto le malattie degli operai, oggi la clinica del lavoro diMilano è un punto di riferimento a livello nazionale per le segnalazioni di (sospetto) mobbing. Nel suo ultimo dossier, datato 15 settembre 2007, ne vengono esaminate 4.037. Il documento raccoglie dieci anni di esperienza. I più colpiti dai soprusi in ufficio sono gli impiegati (57,3%), seguiti a ruota dai quadri aziendali (21,3%), dai dirigenti (10%), dagli insegnanti (4,6), dagli operai (5,3) e dai liberi professionisti (1,3%). Penalizzate, neanche a dirlo, soprattutto le donne, vittime di molestie nel 53% dei casi (contro il 47% degli uomini). «Isolamento sociale, umiliazioni d’ogni tipo, bocciature immotivate delle proposte avanzate, demansionamenti ed esclusione tout court dall’attività lavorativa so no all'ordine del giorno — sottolinea Maria Grazia Cassitto, psicologa della Luigi Devoto —. Si è più a rischio nei primi quattro anni di lavoro ( il nuovo impiegato che non viene accettato, ndr) oppure a metà carriera ( con un'anzianità di 13/16 anni, quando si comincia a costare di più all'azienda, ndr) ».
Le cause e i danni psicologici Una volta su due l'aguzzino è il capo, spesso appoggiato dai colleghi che sperano di trarne vantaggi personali. Le cause scatenanti del mobbing sono molteplici: dalle ristrutturazioni aziendali (32,7%), all'arrivo di un nuovo superiore (19,9%) fino alla richiesta di una promozione (13,3%), al cambio di lavoro (11,5%), a novità che riguardano la sfera privata come l'arrivo di un figlio (8,8%) e a conflitti interpersonali (9,7%). «Il dramma è che alle cliniche del lavoro arriva solo una minima parte degli episodi di mobbing — dice Rodolfo Buselli, medico del lavoro di Pisa —. Le dimensioni del problema sono decisamente più ampie». Le diagnosi riguardano i danni psicologici provocati dalle vessazioni: prevalentemente crisi d'ansia e stati di depressione.
Le (poche) vie d'uscita «Purtroppo arrivare a una soluzione del problema, per vie legali o con interventi sindacali, spesso richiede ancora tempi e costi eccessivi— osserva Cassitto —. I lavoratori perdono anni di vita, sprecano energie a vuoto e non riescono a far rimarginare la ferita. È necessario riempire il vuoto legislativo attuale». Un'indagine dell'Asl di Pescara mostra che il 28% delle diagnosi elaborate dalle cliniche del lavoro viene utilizzata in sede legale. Delle altre si perde ogni traccia.
Simona Ravizza
19 novembre 2007
Mobbing, ora in clinica c’è la lista d’attesa
I commenti in un prossimo post........................................
Chi è ???
